Un registro low-poly a triangolazioni per le illustrazioni-lupo, con palette giallo/rosso/nero e occhi rossi accesi — un linguaggio geometrico contemporaneo che stilizza l’animale-simbolo senza cadere nella mascotte cartoonesca, adatto alla stampa serigrafica su capo scuro (l’assenza di sfumature semplifica la produzione e mantiene definizione ad ogni taglia). Su questo registro ho declinato due varianti: una col claim “Roma non perdona” in blocco tipografico, una con lettering illustrato “Sangue Giallorosso” costruito con la stessa logica poligonale del volto — il testo diventa parte della stessa mano grafica, non un elemento tipografico aggiunto.
Un registro illustrato a inchiostro per Cesare con sciarpa giallorossa e “Veni Vidi Vinci” — chiaroscuro grafico, corona d’alloro dettagliata, cartiglio con motto — che sposta il tono dal contemporaneo/street al classico/tatuaggio. È lo stesso mondo iconografico ma su un altro registro grafico, quello che copre la parte della capsule più adatta a chi non si riconosce nell’estetica poligonale.
Un quarto pezzo istituzionale: il logo tondo con lupo minaccioso in stile mascotte classica, data di fondazione della squadra in numeri romani (MCMXXVII) e motto latino “Lupus dentibus petit” — pensato come firma dell’intera collezione e come stampa a sé, più raccolto, per chi preferisce un riferimento contenuto e simbolico invece che un’illustrazione grande.