Dipingo.
La mia arte è un ibrido: un filo teso tra digitale e pittorico. Un dialogo continuo tra passato e presente: pixel e pennello convivono, si scontrano e si completano, trasformando linee e colori in vibrazioni contemporanee. Così nascono forme nuove, che non raccontano il tempo che fu né quello che sarà, ma il battito presente.
Lavoro nello stile WPAP (Wedha’s Pop Art Portrait), una tecnica nata in Indonesia negli anni ’90 che scompone i volti in geometrie e colori vibranti.
Il WPAP è una tecnica nata per il digitale: ritratti fatti di piani di colore piatti e spigoli. Io ho scelto di spingerla oltre: tradurla a mano e farle prendere corpo.
Dipingo con acrilici su PVC espanso e scarti di stamperia: materiali che andrebbero buttati, che trovo a costo zero e che mi sembrano più attuali di una tela.
Sì, quelli che vedi qui. Qualcuno me li commissiona anche: lì dipende dal tempo, che è l’unica cosa che mi manca.
2025
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2015
E prima ancora, dal 2014.
Chiedi pure.
Rispondo io, non un bot.