




Un programma fitto tra dicembre e gennaio — Piazza Girolamo Fabrizio, Teatro Boni, chiese, biblioteca comunale, musei — da far stare tutto in un unico manifesto affisso in paese, distribuito nei bar e riadattato al formato social.
Il 2019 è blu notte e oro, con la slitta illustrata e tipografia script — registro elegante, notturno. Il 2022 vira sul rosso borgogna con Babbo Natale 3D al centro e regali sospesi — tono popolare, per famiglie. Il 2023 torna sull’editoriale sobrio, blu profondo e stelle oro in griglia di box informativi — pulito, adulto. Il 2024 è revival vintage dichiarato: struttura a calendario dell’avvento, rosso e verde classici, iconografia illustrata a mano, un pezzo di grafica popolare che poteva stare in un mercatino di paese. Il 2025 sposta il registro verso il glossy contemporaneo — 3D lucido, tipografia da vetrina, atmosfera più “grande città”. Non un’identità grafica ricorrente, ma cinque direzioni indipendenti pensate ogni volta sul tema dell’edizione e sul pubblico che si voleva chiamare quel dicembre.





Altri tre lavori, presi a caso.
Chiedi pure.
Rispondo io, non un bot.