




Un cartellone lungo, che nel tempo si è esteso da agosto a un’intera stagione da giugno a settembre, con decine di appuntamenti tra concerti, spettacoli, sagre, presentazioni di libri e festeggiamenti patronali. Manifesto, formato affissione, versioni social.
Ogni anno ho declinato quel doppio senso in un mondo visivo diverso. Il 2022 è vacanza da spiaggia italiana anni Ottanta: ombrellone giallo-blu, fenicottero, lettering fatto a mano. Il 2023 vira su un editoriale colorato a griglia di box, foto degli artisti e palette pop — più vicino al programma di un festival culturale che a una cartolina. Il 2024 è il più ambizioso: layout a mosaico circolare con foto degli headliner (Cristina D’Avena, Gabry Ponte, Banco del Mutuo Soccorso), tipografia gigante bicolore lime/magenta, registro da grande evento urbano. Il 2025 recupera l’immaginario tropicale-cartoon con palme, ibiscus e il campanile stilizzato — più caldo e popolare. Il 2026 sposta il tono su pop/risograph con codifica cromatica per tipologia di evento (musica, teatro, libri, cibo) e sfondo giallo/azzurro, per rendere leggibile a colpo d’occhio un programma diventato troppo denso per la lettura sequenziale. Cinque direzioni, un unico gioco linguistico che le tiene insieme.





Altri tre lavori, presi a caso.
Chiedi pure.
Rispondo io, non un bot.