Il progetto è iniziato nel 2016 partendo da due loghi preesistenti (lo script dall’Aldina per il ristorante, il lettering Albergo Toscana con illustrazione dell’edificio) che ho vettorializzato e reso utilizzabili sull’intero coordinato. Da lì in poi il lavoro è stato di sistema e di continuità: anni di manutenzione grafica, evoluzione degli stampati, aggiornamento del sito, produzione di materiali stagionali coordinati.
L’evoluzione più significativa è quella cromatica. La palette originale era beige e marrone — una scelta comune per il settore ricettivo, calda ma datata. Nel corso della collaborazione, di comune accordo con la proprietà, siamo passati progressivamente al bianco e nero. È stata una scelta del cliente che ho sostenuto tecnicamente: il bianco e nero funziona a qualunque ora del giorno, si abbina a qualunque piatto o menu stagionale, invecchia meglio nel tempo, restituisce quella qualità editoriale che una gestione familiare storica come questa merita ma raramente rivendica. Tolto il colore, restano il logo, il carattere della scrittura, la qualità della carta. Meno decorazione, più identità.
Il sistema copre nel tempo tutta la comunicazione della struttura: biglietti da visita coordinati per i due brand con stessa impostazione e loghi differenti, menu del ristorante in formato orizzontale con impaginazione a colonne e citazione in testa (“La tradizione non è custodire le ceneri, bensì tramandare la fiamma viva” — Thomas More), buoni regalo con dettaglio grafico dell’edificio in filigrana, menu digitale ottimizzato per lettura da smartphone con QR code al tavolo (con indicazione degli allergeni per piatto), sito web istituzionale che presenta albergo, ristorante e territorio.