Naming che tiene insieme luogo e funzione: Aurelia dalla via storica su cui il centro si affaccia, Med dall’ambito. Il logo trasforma la lettera M in un tracciato ECG stilizzato — un’idea di segno che sarebbe banale su qualunque altra lettera ma su questa funziona: la M ha giĂ la forma verticale che un elettrocardiogramma richiede, e il tracciato entra nella parola invece di stargli accanto. Palette bicroma calibrata sul contesto sanitario senza cadere nell’ovvio: blu petrolio come colore istituzionale (autorevolezza, non freddezza) e verde acqua come colore d’accento (positivitĂ , non allarme). Payoff “Spazi professionali per la salute” — sceglie la parola spazi al plurale, che è progettualmente la chiave: non un centro medico, un sistema di spazi.
Il sistema di naming interno è dove il progetto prende davvero forma. I sei studi hanno nomi di categoria — Essential, Smart, Prestige, Elite, Comfort, Focus — che tra loro comunicano gradazioni diverse (dimensione, comfort, atmosfera) senza gerarchia esplicita. Un medico non sceglie “lo studio piĂą economico” ma “lo studio Essential”; il paziente non entra “nella stanza numero 2” ma “nello Studio Smart”. La numerazione resta, come sistema di orientamento pratico, ma il nome è la chiave di lettura. Sopra ci sono gli spazi condivisi (Sala Riunioni, Sala d’attesa), completando la mappa dell’edificio in un unico lessico coerente.
Il sistema copre l’intera comunicazione del centro: cartellonistica interna con planimetria e “tu sei qui”, targa esterna con contatti e QR code, targhe dei singoli studi in vetro e viti a distanziale, brochure orizzontale che presenta il modello e le sei tipologie di studio, sito web con doppio ingresso (Per i Medici / Per i Pazienti), stampati coordinati (carta intestata, biglietti da visita, taccuino brandizzato, mug).