Il logo, la scimmia in tondo con il claim “American Bar Acquapendente”, tratto vintage e circolare, era già del cliente, l’ho ripulito e vettorializzato per adattarlo ai diversi supporti. Il resto del sistema è stato costruito attorno a quel simbolo.
La scelta progettuale più forte, e quella che ha guidato tutto il resto, è stata rinunciare volontariamente alla coerenza stilistica delle locandine. Ogni evento del calendario del bar aveva un mondo grafico completamente autonomo, tenuto insieme al brand solo dalla presenza ricorrente del logo e dal filo narrativo della scimmia declinata di volta in volta
Ogni locandina è un mondo a sé — pop art, vintage americano, Memphis design, cartolina natalizia — ma la scimmia è sempre lì, cambia solo mestiere di volta in volta. È l’opposto della coerenza rigida che si insegna ai brand di ristorazione: qui la varietà stilistica è il posizionamento. Il locale non ha un’atmosfera fissa, ha una serie di atmosfere ricorrenti, e la comunicazione le rispetta invece di appiattirle. Chi entra al Mr. Monkey per il +120 BPM sa che sta andando a una cosa diversa da chi entra per la Monkey Evolution, e la locandina glielo dice prima ancora del biglietto d’ingresso.
Il sistema copre cinque anni di attività: identità di apertura del locale (illustrazioni murali, targhe interne, targhe adesive…), serie di locandine eventi (una decina l’anno, tutte con registro visivo indipendente), sito web con estetica cinematografica in bianco e nero (foto di scimmia in primo piano da “Pianeta delle Scimmie”, tipografia elegante, tono sobrio in contrasto con l’esplosività delle locandine), brochure catering bilingue per i due locali, coordinato di comunicazione social (feed Instagram costruito a griglia coerente), packaging occasionali come la Special Manhattan Barrel Aged (bottiglia con etichetta illustrata dedicata).